

Quando si parla di dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico (VLCKD), spesso si fa riferimento solo ai risultati sul peso. Ma cosa accade davvero al metabolismo, alla composizione corporea e alla massa muscolare nel corso di un mese?
Un recente studio clinico condotto presso l’Ospedale Universitario di Pisa, pubblicato ad aprile 2025 sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, ha indagato in modo rigoroso gli effetti metabolici e corporei di un protocollo VLCKD in donne con obesità.
E i risultati offrono spunti preziosi – ma anche qualche avvertimento.
Un gruppo di controllo (22 donne con obesità) ha seguito invece una dieta isocalorica bilanciata.
Nota importante: il calcolo delle proteine è stato fatto sulla base del peso ideale, ma questo è proprio uno dei punti critici su cui tornerò più avanti.
Dopo 30 giorni di VLCKD, le pazienti hanno ottenuto:
Circa il 62% della perdita di peso era massa grassa, ma il restante 38% era massa magra (muscolo, acqua, glicogeno).
La camera metabolica ha permesso di misurare esattamente:
Questo significa che il corpo ha iniziato a usare anche le proteine come fonte energetica, nonostante l’apporto previsto.
Una condizione che va gestita con attenzione, soprattutto se vogliamo preservare la massa muscolare.
Questo profilo ormonale è compatibile con un adattamento metabolico di risparmio energetico, in risposta alla ridotta disponibilità calorica e glucidica.
Attività fisica: assente o minima
Durante il primo mese, le pazienti non hanno svolto attività fisica strutturata.
Solo a partire dalla seconda settimana è stato suggerito di camminare 30 minuti due volte a settimana.
Questo spiega in parte la perdita di massa magra: senza stimolo muscolare, anche un apporto proteico teoricamente “adeguato” può non bastare.
Nello studio, l’apporto proteico era definito come 1,2–1,5 g per kg di peso ideale.
Ma c’è un problema: il peso ideale non riflette la reale composizione corporea, soprattutto nei soggetti con obesità.
Utilizzarlo come riferimento può portare a una sottostima del fabbisogno proteico, con conseguente:
Nei percorsi che propongo, non utilizzo il peso ideale, ma stimo la massa magra reale della persona per calcolare l’apporto proteico corretto.
Inoltre, il monitoraggio della composizione corporea mi permette di valutare e se necessario aggiustare la quota proteica durante il percorso.
In questo modo:
Lo studio conferma che la VLCKD può essere uno strumento potente per la perdita di peso e il miglioramento metabolico.
Ma allo stesso tempo dimostra che:
Una VLCKD ben strutturata deve quindi essere:
Contattami, ti ascolterò con attenzione e valuteremo insieme da dove partire… e come accompagnare il tuo cambiamento nel modo più adatto a te.
https://www.miodottore.it/ylenia-zucconi/nutrizionista/lucca
Vale la pena ricordare che, oltre alla quota proteica, esistono alcuni potenziali bias legati al contesto in cui la dieta è stata seguita:
Sebbene lo studio non abbia rilevato differenze significative nei risultati tra questi sottogruppi, questi elementi restano importanti da considerare nella lettura delle conclusioni.
Riferimento scientifico:
Basolo A. et al. Effects of 1-Month Very-Low-Calorie Ketogenic Diet on 24-Hour Energy Metabolism and Body Composition in Women With Obesity. J Clin Endocrinol Metab. 2025. DOI: 10.1210/clinem/dgaf196
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