

“Ma senza pane non avrò energia?”
È una delle domande che sento più spesso in studio, soprattutto da chi è abituato a pensare che i carboidrati siano l’unica fonte possibile di vitalità. È comprensibile: per anni ci è stato detto che toglierli fa male, che sono il “carburante del cervello”. Ma la verità è più sfumata e, soprattutto, ha a che fare con ciò che è davvero essenziale per il nostro corpo.
In nutrizione, un nutriente si definisce “essenziale” quando il corpo non è in grado di produrlo da solo. Questo significa che dobbiamo obbligatoriamente introdurlo attraverso l’alimentazione, altrimenti il nostro organismo ne risente in modo anche profondo.
Gli unici nutrienti davvero essenziali sono:
I carboidrati, invece, non sono essenziali. Il nostro corpo è perfettamente in grado di produrre il glucosio di cui ha bisogno partendo da proteine e grassi, grazie a un processo chiamato gluconeogenesi.
Quando pensiamo alle proteine, spesso le associamo solo ai muscoli. In realtà, ogni giorno nel nostro corpo avviene un processo chiamato sintesi proteica, grazie al quale vengono prodotti:
Ogni taglio che guarisce, ogni ciclo mestruale regolare, ogni reazione immunitaria efficace… tutto dipende dalla disponibilità di aminoacidi.
Una carenza di proteine (quantitativa o qualitativa) può portare nel tempo a:
Eppure, molte donne – soprattutto in perimenopausa e menopausa – continuano a temere di “mangiare troppe proteine” o non ne consumano abbastanza, privilegiando invece fonti di zuccheri rapidi per “tirarsi su”.

Gli acidi grassi essenziali – in particolare gli omega 3 (EPA e DHA) – sono cruciali per:
Ma attenzione: non tutti i grassi sono uguali.
Spesso consumiamo troppi omega 6 e pochissimi omega 3, sbilanciando l’equilibrio infiammatorio dell’organismo.
Fonti preziose di omega 3 sono:
Questo non significa demonizzare i carboidrati. Sono utili, pratici e spesso legati a un forte valore affettivo e culturale.
Ma non sono essenziali dal punto di vista biochimico.
Il glucosio può essere prodotto dal corpo quando serve, partendo da altri nutrienti.
Inoltre, in certi contesti – come nella chetogenica terapeutica o nel protocollo K Restart – una riduzione dei carboidrati può favorire:
Imparare a nutrirsi non significa riempire il piatto, ma dare al corpo ciò che serve davvero.
E ciò che serve davvero non sono solo calorie, ma i mattoni fondamentali per costruire e rigenerare.
Il mio lavoro parte da qui: aiutarti a capire se la tua alimentazione è funzionale ai tuoi obiettivi e alla tua fase di vita, a partire da ciò che è davvero essenziale.
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